Una frase a caso
.. consiste nel credere che tutto quello che ci accade è straordinariamente importante. Non potrà mai sparire dal mondo, proprio per questa ragione.
Cesare Pavese
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| Ufficio etichette | Sapevo che prima o poi sarebbe successo. Nonostante la mia prudenza a volte non riesco a tacere e finisco col rivelare troppo a orecchie indiscrete. Dovrò imparare a stare zitto in futuro. Se ci sarà un futuro.
La signorina dice che il dottore mi riceve subito. Mi accomodo.
<<Buongiorno io sono….>>
<<Si, si accomodi, so già tutto mio caro… sono subito da lei.>>
Il burocrate mostra una risata gialla e falsa. Scrive qualcosa su un fascio di fogli male impilati poi chiude e sposta tutto da parte. Si sistema meglio sulla poltrona e continua a sorridere.
Mi sento sempre più a disagio.
<<Allora, lei sa perché l’abbiamo convocata?>>
<<Si immagino che sia per quello che ho detto in occasione….>>
Mi interrompe <<Eh no. Si sbaglia, non è per nulla che lei ha detto. Mio caro siamo in un paese democratico dove grazie a Dio ognuno è libero di dire quello che vuole. >> Si avvicina verso il tavolo come per rivelare un segreto <<Il problema è la chiarezza. Insomma, da uno come lei, ci si aspetta un certo tipo di, come dire, profilo. Il sistema lo traccia in automatico, capisce?>>
Mi rendo conto di annuire con la testa più del previsto.
Il burocrate si rimette comodo e continua a voce alta come se ci fosse una platea ad ascoltare <<Se un bel giorno lei rivela di essere diverso da quel profilo, il sistema rileva un’ anomalia e la segnala a noi. E noi interveniamo.>>
<<Io non volevo creare anomalie, mi dispiace verament…>>
<<Ma lei non si deve preoccupare di N-I-E-N-T-E. Non siamo qui per metterla sotto accusa. Il sistema ha il dovere di sapere chi sono i propri cittadini. Abbiamo deciso di vivere insieme in quello che chiamiamo società, è lecito almeno conoscersi tutti, ne conviene lei, ne conviene?>>
Annuisco.
<<Bene. Bene. Benissimo. Ora io le farò qualche domandina, lei risponderà e poi se ne potrà tornare a casa senza nessun problema. E’ d’accordo?>>
Annuisco.
<<Firmi qui per la privacy.>>
Firmo.
Dietro il burocrate la libreria si apre come la porta di un ascensore e un macchinario pieno di luci lampeggianti avanza minaccioso.
<<Non si preoccupi, questo è il terminale che raccoglierà le risposte del questionario, è tutto sotto controllo. Vogliamo cominciare con la prima domanda? Vuole?>>
<<Si cominciamo>> dico poco convinto.
<<Bene, benissimo. Allora cominciamo.>>
L’uomo preme un pulsante sulla scrivania e da una fessura che prima non avevo notato ronza fuori un foglietto. Lo legge:
<<Prima domanda: Lei è contento del governo che regge il paese? Risponda con un si o un no.>>
<<Solo si o no?>>
<<Assolutamente. Capisco i suoi dubbi, ma il questionario è stato ideato per far esprimere completamente le proprie idee, alla fine ci rivelerà esattamente qual è il suo profilo. Allora, risponde?>>
<<Si.>>
<<Cioè, risponde si alla domanda?>>
Capisco di stare per mettermi ancora di più nei guai, ma sono stanco di nascondermi e non voglio più ricadere in situazioni di questo tipo. Meglio dire la verità, succeda quel che deve succedere.
<<Alla domanda, se proprio devo rispondere con si o no, rispondo…. NO>>
L’elaboratore emette un suono sinistro, si spengono tutte le luci e se ne accende solo una in basso, rossa.
<<Molto bene. Seconda domanda: Possiede, o ha mai indossato magliette del CHE?>>
<<Che?>>
<<Su non faccia lo spiritoso, quel tipo con la barba che compare su molte T-Shirt rosse, sono molto in voga tra i giovani, sa? Risponda alla domanda.>>
<<Rispondo NO>>
L’elaboratore spegne la lucina rossa.
<<Terza domanda: Condivide il nostro impegno nella guerra contro il terrorismo?>>
<<No!>>
Lucina Rossa di nuovo. L’elaboratore ha un monitor su cui visualizza la scritta “opposizione moderata”.
Il burocrate sembra soddisfatto <<Vede, vede che si incominciano a vedere i risultati? Continuiamo… penso siamo sulla strada giusta.>> Strappa un altro foglietto. <<Ha mai partecipato ad una marcia per la pace?>>
<<No>>
Lucina rossa spenta. Scritta sparita.
<<Ritiene che il nostro paese dovrebbe essere più aperto verso la cultura islamica?>>
<<No>>
Lucina blu. Sul monitor: “Sostenitore indeciso”.
<<Lei è un cattolico praticante?>>
<<No!>>
Lucine spente. Nessuna scritta.
L’uomo sembra perplesso <<Andiamo avanti.>>
Dopo due ore, nessuna lucina è accesa. Sul monitor, ora spento, hanno lampeggiato definizioni di ogni tipo “neo-nazista, tecno-proletario, socialista disadattato, radicale libero, anarchico, comunista potenziale”. Il burocrate appare stanco. Ha accartocciato il foglietto dell’ultima domanda e lo ha tirato lontano. Immagino che non significhi nulla di buono.
<<Purtroppo >> dice l’uomo <<non siamo riusciti a tracciare un profilo.>>
<<E’ un problema?>> dico io.
<<Gravissimo. Davvero. Penso che dovremo farle delle analisi mediche sa? Da uno specialista, sa, uno che si intende di certe cose…>> e con un dito disegna un cerchio intorno alla tempia.
<<Ma forse se mi fa qualche altra domanda, non so…>>
L’uomo mi guarda come se avesse un’ improvvisa rivelazione. <<A meno che… Risponda a quest’ultima domanda, e stia bene attento, può rispondere con parole diverse da si o no, capisce?>>
<<Si. Mi dica pure.>> Si riaccende la speranza.
<<Per quale squadra tifa?>>
<<Squadra di calcio?>>
<<Si!>> (raggiante).
<<Veramente io non seguo molto il calc…>>
Improvvisamente la macchina dietro al burocrate emette un rumore assordante, si accende una luce lampeggiante. L’uomo si alza dalla sedia e mi indica col dito. Sta ridendo e dice qualcosa ma il suono delle sue parole è coperto da quella macchina infernale.
<<Cosa? Cosa? Cosa succede?>> chiedo.
Intanto mi sento sollevare sotto le ascelle. Due uomini mi hanno preso e mi stanno trascinando di peso. Cerco di resistere ma sono già fuori dalla stanza. La segretaria è in piedi con una mano sopra la bocca e gli occhi sbarrati.
<<Cosa? Cosa?>>
Riesco a girarmi per vedere il burocrate che ride ancora mentre si aggiusta la cravatta.
Sul monitor alle sue spalle lampeggia la scritta “Alieno”.
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29 Gennaio 2005 16:38 by BauD
Sa un po' di 1984 di Orwell: non so... sarà che tu assomigli a Winston Smith. E sa un po' di pseudo elitarismo intellettuale, in senso positivo (credo). Beh, in sintesi è un gran post. E, in sintesi a livello esponenziale: TI AMO, tecno-proletario profumato di studio dentistico. Me oui.
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29 Gennaio 2005 17:56 by Lilli (http://themuse.ilcannocchiale.it)
E' apocalittico. E' autoreferenziale.
E' un gran post.
(Lilli continua a linkarti, subiscine le conseguenze).
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31 Gennaio 2005 23:32 by eroL (http://lorienz.giovani.it) |
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