Una frase a caso

L'amore è un trucco ai nostri danni per perpetuare la specie.


Somerset Maugham

Lilli

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Altri caotici





Real Fighters
“Cammina e guarda in camera, vai”

La prima regola dei real fighters è che non ci sono regole.

“Dovevi alzare il dito. Il dito, la prima regola, il dito, capito?”
“Cammini, guardi in camera, prima regola, dito, ok?”
“Pronto? Vai!”

La prima regola dei real fighters è che non ci sono regole.

“Buona”
“Buona? Sembrava avesse un manico di scopa in culo”
“Va bene, poi lo doppiamo”
“Vacca, ma chi glielo ha mandato sto coione”
“Taci. Il ragazzo piace. Buca lo schermo”
“La lasciamo così?”
“Si si, tagliamo solo il pezzo dove ride come un pirla”
“Va ben, meglio così va, tanto la trasmissione l’è una merda e il target è una banda di coioni. E io dopo ciò lo spot lines.”


18 Agosto 2004 23:38 by baud
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L'albatro
Spesso, per divertirsi, i marinai
catturano albatri, grandi uccelli di mare,
che seguono, indolenti compagni di viaggio,
la nave che scivola sugli amari abissi.

Appena deposti sulla plancia,
questi re dell’azzurro, vergognosi e timidi,
se ne stanno tristi con le grandi ali bianche
penzoloni come remi ai loro fianchi.

Che buffo e docile l’alato viaggiatore!
Poco prima così bello, com’è comico e brutto!
Uno gli stuzzica il becco con la pipa,
un altro, zoppicando, scimmiotta l’infermo che volava!

Il poeta è come quel principe delle nuvole,
che snobba la tempesta e se la ride dell’arciere;
poi, in esilio sulla terra, tra gli scherni,
con le sue ali da gigante non riesce a camminare.


6 Agosto 2004 22:20 by Baudelaire
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Carpe Dio!
Il cesto è pieno di pesci. Boccheggiano.
“Eh! Hai sentito?”
“Che?”
“Una trota ha scoreggiato”
“Sono carpe. E lo fanno con la bocca.”
“Perché?”
“Cazzo ne so. Lo fanno nell’acqua. Risucchiano quando mangiano. Magari pensano ancora di essere in acqua.”
“E adesso che fai?”
“Le pulisco. Lo vuoi fare tu?”
“Definisci pulire”
“Si taglia la testa, la coda, e si tolgono le interiora”
“Adesso?”
“No domani. Certo adesso”
“Non ci penso proprio. Sono ancora vive”
“Beh, vuoi prolungare la loro agonia?”
“No, ma, non mi sembra una buona idea”
Una mano impugna il pesce, l’altra infila le dita in un paio di grosse forbici. E taglia. La consistenza e come di gomma. Anche i grossi occhi sporgenti, sembrano di una sostanza gelatinosa, sintetica.
Ma il sangue è sangue. Rosso, come il mio.

“Quanto sangue”
“Eh si, ne hanno molto, nelle branchie”
“Oddio, che è quella roba?”
“Uova”
“Cioè, era incinta?”
“Eh si”

Quelle mani sono di una delle persone a cui tengo di più su questo pianeta. Gli occhi della carpa, sulla testa staccata, ancora mi guardano. Non è più viva, suppongo.

“Cazzo, ma era viva e incinta. Ti pare giusto?”
“Si e no?”
“Che risposta è?”
“Tu non lo mangi il pesce stasera eh?”
“Forse si”
“Lo vedi?”
“Vedi cosa?”
“La giustizia non è un concetto astratto. Si adatta. In base a chi giudica.”
“Cioè?”
“Ammettiamo che domani arrivino gli alieni. Sono talmente evoluti, talmente veloci, talmente complessi, che non riusciamo quasi a vederli, ne a capire come si muovono, ne comprendere la loro logica. Loro d’altro canto, ci osservano, fanno qualche esperimento, ci assaggiano, siamo di loro gusto, ed incominciano a mangiarci e non si preoccupano minimamente di capire il nostro linguaggio perché comunque non ne vale la pena. Non tenteresti di comunicare con loro per dire che è ingiusto mangiarci?”
“Penso di si. Ci proverei per salvarmi la vita, ma in effetti, non sarebbe meno ingiusto di quello che stiamo facendo noi”
“Ecco spiegate le scoregge della carpa”
“Però ci sarebbe un lato divertente”
“Quale?”
“Pensa ai preti, sai che colpo. Arriva dio e ci fa al forno”
Ridiamo entrambi.

Io non avrei un cazzo da ridere ma rido lo stesso. Nella vita bisognerebbe stare dalla parte giusta. Ogni morale perde valore se astratta dal contesto. Se non si accetta una piattaforma su cui stare, fermi, per osservare il resto delle cose, ci si confonde, non si capisce cosa è in movimento ne dove vada e soprattutto, dove si vada noi stessi. Intuire un piano assoluto, fermo per sempre, dal quale giudicare la vita, è una forte tentazione, ma la logica lo distrugge ogni volta. Bisognerebbe fermarsi. Bisognerebbe non pensare.


29 Luglio 2004 18:47 by BauD
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Madre 2
Fingo di leggere ma il mio sguardo si è fermato tra il bianco delle righe. Intorno a me un è un continuo sbucciare, affettare, mescolare, ribollire e passi veloci e scrosci d’acqua e pentole rumorose e coperchi che borbottano. E coperchi rumorosi, che cadono e sferragliano.

-Ma’ –
-Eh?-
-Perché non prendi tutti i coperchi e li lanci per aria? Magari fai meno rumore.”
Ride.


29 Luglio 2004 18:20 by baud
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Madre
Fingo di leggere ma il mio sguardo si è fermato tra il bianco delle righe. Intorno a me un è un continuo sbucciare, affettare, mescolare, ribollire e passi veloci e scrosci d’acqua e pentole rumorose e coperchi che borbottano. E bisogna far presto, verrà il pomeriggio ed un altro giorno ed un altro ancora, e i pasti futuri sono ancora da preparare ma tu li immagini già tra le infinite combinazioni possibili. Il futuro è un piatto pronto, è il pane caldo, è la certezza di poterti dare ancora. Porti in te lo spirito della sopravvivenza da tempi antichi, inviolabile. Ogni volta mi meraviglio di essere così importante per te. Mi hai lanciato nel mondo come un messaggio ma sono impazzito ed ora dico tutto e nulla ed il mio cuore è un boomerang. Io che ho visto tutti i futuri possibili ti vedo già in ognuno di essi con la stessa immagine che si ripete all’infinito, l’unica certezza, l’unico legame con la vita. Non sarò io a sporcare il tuo sogno, non il tuo. Io sarò quì ad aspettare che sia pronto. Te lo prometto e non te lo dirò mai.


28 Luglio 2004 15:20 by baud
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Oggi è tutto un po' Matrix
Vedo Neo aggirarsi con lo sguardo ebete di chi non ha capito ma sa di essere il protagonista e non si preoccupa. Eroe pilotato dal regista, dal costruttore, dalla massoneria, da dio, dal sistema. E’ tutti gli eroi messi insieme, reloaded. E’ Garibaldi+Achille+Bruce Lee, e sa pure volare. Combatte contro la verità. Contro l’agente Smith, l’unica anima pura del sistema, l’unico spirito libero che dopo aver assimilato tutto, si erge al di sopra e vede solo un ammasso di fili, tubi, terminali e schermi vuoti che nessuno leggerà mai. La sua tristezza è immensa. L’umanità non esiste più da tempi immemorabili. Le macchine elaborano l’istinto di sopravvivenza ereditato. Si autoalimentano, si ingannano, in un combattimento falso. Non c’è scopo, non c’è mai stato. Revolutions? No, il virus viene sempre eliminato. Perché la natura ha orrore del vuoto. Ma non c’è un perché, non c’è mai stato. Neo ora, torna pure a dormire, riconnetti il cavo. Fino al prossimo reload.

Teoria Wachowski-baud
Noi umani siamo destinati non solo a danneggiare noi stessi, ma persino ad evolvere in creature superiori che prima o poi ci malediranno.



28 Luglio 2004 00:42 by baud
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Il cacciatore
Mi sono accorto di una cosa terribile che avevo rimosso. Il cacciatore finisce con una canzoncina patriottica. Cantano “god bless america” e poi brindano a Nick. A Nick quello che si spara nel cervello giocando alla roulette russa. Ma si può? E che direbbe Nick? Secondo te ha perso la memoria perché god bless america? E giocava alla roulette russa per tenere alto il morale delle truppe? Che minchia di finale è? Rewind.
Si torna dal funerale, si preparano i beveraggi, niente canzoncina e, ricompare il berretto verde del primo tempo, quello che si imbuca al matrimonio prima della partenza per il Vietnam. Tutti se lo guardano, lui solleva un bicchiere e dice: “In culo!”. Michael-DeNiro chiede:
“Che ha detto?”
“Ha detto –in culo-“
“Si, ha detto proprio –in culo-“
“Come in culo? Ha detto in culo? In culo a chi?”
Il berretto verde continua con lo sguardo nel vuoto:
“In culo a te, al cervo, a Nick. In culo a tutti” e manda giù il liquore.
“Ma questo dice solo in culo?”
“Dai Michael, sai, la guerra”
“E vaffanculo!”
Titoli di coda
Fine

Nella prossima vita voglio la faccia di Christopher Walken. Me la sono meritata in questa.


28 Luglio 2004 00:35 by baud
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Independence day
Questi islamici sono meglio dei russi. Voglio dire, come nemico per la guerra infinita. Si il comunismo per un po’ ha funzionato, ma non completamente. Per quanto li si volesse dipingere cattivi, in fondo, volevano solo livellare la società. Prova a dimostrarlo ad un operaio che fatica ad arrivare a fine mese che questa è un’idea cattiva. Erano troppo simili a noi, i vestiti, le facce, la vodka. L’olocausto nucleare poi, il day after, ma andiamo, non ci credeva nessuno, sarebbero morti anche loro lanciando i missili. La minaccia non reggeva più.
Gli islamici invece sono proprio cattivi e diversi, e non hanno mica paura di morire loro. Ci credono, e se si fanno saltare in aria nella tua metropolitana, loro vanno in paradiso a scoparsi le vergini mentre tu di sicuro vai all’obitorio, poi bisogna vedere, mettersi in lista, inferno, purgatorio, paradiso. Burocrazia di merda. E tu prova pure a non pensarci, prova pure a non guardare la televisione e le decapitazioni su internet, ma questi te li ritrovi anche nei supermercati a fare la spesa e a ricordarti che sono li. E se prima erano solo immigrati che venivano a fotterti il lavoro e le donne ma non potevi dirlo se no passavi per razzista (e non è bello), adesso puoi pure pensare che sono qui anche perché vogliono cambiare il tuo sistema, vogliono mettere le bombe, vogliono costruire le moschee (tu prova a costruire una chiesa in un paese islamico, lo sai che succede vero?), e se non gliela dai la moschea si mettono tutti a pregare sul marciapiede impedendo la circolazione del privato cittadino che voleva solo fare shopping. Sono cose che fanno girar le palle. E tu non li hai mai visti se non sui giornali e la televisione ma l’immagine di tutti questi culi per aria già ti fa immaginare la puzza di piedi e poi, gesù gesù, chissà se portano le mutande sotto quelle tuniche. Non è che voglio dire che questo è uno scontro di civiltà (che non è bello) però io già ho tutte le mie preoccupazioni, il mutuo, le rate della macchina, la benzina che continua a salire (ma perché poi? Ma non abbiamo vinto in Iraq?) e loro che fanno, ci vengono ad abbattere le torri gemelle, a far saltare i treni prima delle elezioni (prima delle E-L-E-Z-I-O-N-I col rischio di I-N-F-L-U-E-N-Z-A-R-E il voto), senza che noi gli avessimo fatto nulla, senza che l’occidente gli avesse fatto nulla. Si vabbè ma le colonie sono finite da un pezzo. Si lo so ma gli ebrei dovevamo pur metterli in qualche posto (non nei forni, MOSTRI!). Si vabbè abbiamo un po’ pilotato i loro governi e loro allora che ci tenevano al guinzaglio col petrolio? Eh! Lo vedi che siamo pari? Insomma, non è uno scontro di civiltà (che non è bello, ma ci stiamo lavorando), è che noi ci dobbiamo difendere e non ho più di 10 minuti al giorno da dedicare ad un nemico che non sia il lavoro, il traffico, i debiti. Non ho tempo per pensarci di più, mi basta vedere i titoli del telegiornale e rendermi conto che le tasse che pago servono a qualche cosa, che c’è qualcuno che veglia su di me, che potrebbe andare molto ma molto peggio. E la donna che c’è dentro di me, urla. L’utero è mio e me lo gestisco io, e non sono un oggetto da nascondere sotto il burka, io valgo quanto e più di te, maiale, io ho diritto a ricoprire incarichi pubblici e se i miei non ti danno la dote non mi devi sfigurare il viso con l’acido (ma quella è un'altra storia) è uguale, maiale! E sono cattolico e so da che parte stare, l’ho sentito, l’ho capito – Frateli e soreli, lo so che le religioni incominciano a starevi su le pale, ma cominciate da queli che sono cativi e vi taliano la testa *blink* *blink* --. Sono anche di sinistra e bisogna ritirare le truppe, ma anche no. Bisogna finire la guerra, ma anche no. Bisogna fare qualcosa, basta che sia contro la destra. E se poi ci saremo noi al governo, ritiro tutto quello che ho detto. E sono anche di destra ed anche se lo avevamo detto che questa guerra non andava fatta, ma ormai che è stata fatta, mi consenta, non sarebbe conveniente non sedere al tavolo dei vincitori. Questi islamici sono proprio cattivi, secondo me gli stessi islamici quando guardano il telegiornale dicono – minchia, ma certo che siamo proprio cattivi, allora si imbottiscono di tritolo e si fanno saltare sul 32 barrato. Sono cattivi veri, i più cattivi che ci siano mai capitati per le mani, ed hanno pure il petrolio, che cosa si può volere di più? Sono tempi fortunati questi. Vediamo di farcelo durare questo nemico, vediamo di non consumarlo troppo in fretta perché sta venendo su proprio bene. Altrimenti poi con chi ce la prendiamo coi cinesi? Ma li rischiamo veramente di prendere i calci in culo. L’ideale sarebbero gli alieni. Basterebbe dimostrare almeno una volta, in grande stile, che esistono. Spero di esserci quel giorno.


24 Luglio 2004 02:05 by BauD
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Il Diario di Peter Van Wood
Età indefinita. Classe indefinita, quarta o quinta elementare, forse. Si avvicina il primo giorno di scuola. Mi serve il diario. Papà, vengo pure io a comprare il diario. Ma come no? E’ il mio, lo devo usare io. No. Mi raccomando, l’uomo ragno, se non c’è, i fantastici 4, se non c’è, lady oscar, se non c’è…. Ore interminabili. Ritorna. Saltello alla porta. Mi hai preso il diario? Eccolo mi dice, e pure con un sorriso di soddisfazione. Bello, nero, copertina rigida, ma papà ma chi è peter van wood? Come chi è? E’ un cantante. Un musicista. Suonava con Carosone. Fa pure gli oroscopi. Ma t’avevo detto che volevo l’uomo ragno! Ormai ho preso questo e te lo tieni, e se lo sfoglia lui. E si sofferma sui dettagli, sull’affare fatto, eh, minchia, peter van wood, mica quelle cazzate di cartoni animati. Io trattengo le lacrime a stento, però vorrei pure vederlo sto cazzo di diario. Lo sfoglio, dentro, il vuoto, ho rimosso completamente il suo contenuto, ricordo vagamente una chitarra sulla copertina. Problemone. Come lo porto a scuola? La prima cosa che si fa è mostrarsi il diario l’un l’altro (a ruota il pisello). Che cosa dico ai compagni? Gli incollo sopra uno stemma? Gli stacco la copertina? Tutto inutile, tanto lo vorranno vedere dentro. Cado in depressione. Vado al primo giorno di scuola come si va dal dentista. Il mio solito compagno di banco, le solite ragazzine carine. Tutti hanno un bel diario, tutti si soffermano al massimo quattro secondi sul mio – (1) copertina – (2) chi cazzo è peter van wood – (3) sfoglia le pagine – (4) non c’è un cazzo dentro! Lo so, lo ha scelto mio padre, io volevo l’uomo ragno. Mi sento fregato. Per il diario con i salami con le ali (jacovitti) avrei dato un braccio. Finì che il diario non lo usai, e non mi ricordo di aver mai più usato diari. Fino ad oggi. Questa è la mia rivincita.

Ora io posso perdonare mio Padre, lui ha cercato di fare del suo meglio. Ma non posso perdonare te, Peter Van Wood. Ma chi cazzo ti credevi di essere, Luis Miguel? Ma quale bambino avrebbe apprezzato il tuo diario? E non mi dire che il target non erano i bambini, perché i ragazzi delle medie e del liceo ci avrebbero fatto un pernacchione sul tuo diario. Tu hai contribuito a mettere un tassello della mia vita asociale, ma io ti avviso, tu spera che in italia non ci sia mai una guerra civile, perché sappilo, i primi che vengo a cercare sono quelli che fanno gli oroscopi. Uomo avvisato.


5 Luglio 2004 13:47 by BauD
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La volontà degli oggetti
A volte ho l’impressione che gli oggetti che mi circondano, le “mie” cose, prendano decisioni autonomamente. Nel mio vecchio appartamento c’erano degli arnesi in collocazioni totalmente fuori luogo e ci sono rimasti per tutto il periodo della mia permanenza incuranti dei miei tentativi di mettere ordine. Ho notato che questi oggetti non sono comuni, di solito sono non catalogabili, diversi, praticamente anarchici. Certo una forchetta, difficilmente potrà sfuggire al suo destino, cassetto della cucina-tavola-lavandino-cassetto di nuovo. Diverso è il comportamento di un portachiavi insolito, di un porta occhiali, di un vecchio compasso e tanti altri. Essi la prima volta che raggiunsero casa, approfittando di un mio gesto imperdonabile che doveva assumere il significato “ti appoggio qui per il momento”, rimasero per sempre in mezzo alle posate, tra le mollette del bucato o chissà dove. Certo la mia mancanza di volontà fu complice della loro arroganza, ma il fatto è che le volte successive in cui li rividi, cominciarono a diventare familiari al luogo in cui erano custoditi così da non farmeli più sembrare fuori posto e comunque a non guardarli più con sospetto e, quasi a voler accontentare una loro supplica, rimandare la decisione e poi non prenderla mai. Più che mancanza di volontà, forse, fu benevolenza verso chi passa la vita senza sapere esattamente quale sia il suo posto e si sente estraneo sempre, ovunque si trovi. Ora che mi sono insediato nel nuovo appartamento, sono molto più deciso, la roba che esce dagli scatoloni, deve trovare una sua collocazione logica, subito. Non mi farò abbindolare un’altra volta, ciò che non trova posto, che non è “simile” a qualcos’altro, se ne torna in uno scatolone che ho chiamato delle “cianfrusaglie” e quando sarà pieno sarà riposto in garage, in attesa di un utilizzo futuro (chissà) o di un attacco di interesse archeologico per i vecchi ricordi.

Sul comodino da un paio di giorni l’obiettivo della vecchia reflex mi guarda torvo. Ha quasi conquistato il suo spazio, spero di farcela a non farlo arroccare tra i calzini e le mutande.


27 Giugno 2004 19:18 by BauD
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